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Da dove iniziare?


Neocostruttivismo, Poesia visiva, Informale, Neo figurazione : questi i primi contatti diretti con l'arte.       
 Ma c'è anche lo  studio accademico  (figurazione); l'invito a frequentare musei e  soprattutto quei luoghi dove gli artisti contemporanei propongono le proprie ricerche. 
Studiare l'arte del passato (Storia dell'arte) ma  anche e soprattutto l'arte del Novecento, cercare documenti sulle avanguardie, seguire sui quotidiani e sulle riviste specializzate il dibattito artistico del  nostro tempo.
Guardare a Venezia e alla sua Biennale, documentarsi sulle esperienze Europee ed Americane del secondo dopoguerra. 

Come procedere?

Tanti gli esempi dei grandi del Novecento!
Picasso, Mondrian, Kandinski, Klee...Pollok, Fontana, Burri....
Rauschenberg ed Ernst a Venezia nel 1964.
Il Rauschenberg della biennale racconta  su di una superficie (campo) l'America del suo tempo utilizzando "frammenti di realtà": l'immagine ritagliata e decontestualizzata, la materia, gli oggetti, il colore, la proiezione fotografica. Una tecnica estremamente libera e priva di qualsiasi formalismo accademico. 
Lo sperimentatore surrealista Ernst al tramonto della sua parabola esistenziale? riesce ancora a stupirci.con colori, segni e forme ,di una modernità incredibile.
 Imitare e sperimentare le tecniche e i materiali nella più assoluta libertà, senza inibizioni, cercando in quella materia, in quei materiali proprietà intrinseche, forme espressive, "segni" del presente.
Guardarsi anche attorno: la realtà naturale, sociale, culturale, i luoghi della vita, le persone. Ciò che ci circonda: i colori, le  forme, le sensazioni.

Provo ...a ricercare, sperimentare, raccogliere
Cosa mi convince?
 In un'opera d'arte non è la novità tecnica che conta ma come, eventualmente, tale novità viene utilizzata nel processo creativo. L'arte non può identificarsi con  la "trovata", "l'espediente" tecnico,  con teorie costruite a posteriori e "incollate" ad improvvisazioni formali.
L'opera d'arte è un oggetto in se
Come tutti gli oggetti ha una sua architettura, delle regole che sono intrinseche all'oggetto stesso e non mutuate da altre realtà.
L'opera d'arte
che sia bidimensionale, tridimensionale; che utilizzi il colore tradizionale o materiali della produzione industriale; che sia un gesto, una performance; deve poi  interagire con il fruitore.
Una "presenza" in grado di  comunicare, testimoniare, denunciare, raccontare.

Come stabilire i contatti?
Sento dire che il pubblico appare disorientato, perplesso e a volte sgomento dinanzi ad opere non figurative. Dal pubblico che vede le mie opere mi sento dire "Non comprendo ma apprezzo il senso del colore...". E' sufficiente dialogare con loro per accorgersi che più che incapacità a leggere un'opera moderna, vi è diffidenza o a volte timore a lasciarsi trasportare "in un viaggio emozionale" che sia libero da regole o pseudo-regole desunte dalla realtà sensibile.
Ho un pubblico (anche se sparuto) che apprezza la mia pittura....questo mi consola.
Gallerie e mercanti? si!
 Bisogna seguire la propria ricerca in piena libertà e cercare quel rapporto dialettico con i galleristi come con il pubblico.
......mi imbatto in galleristi e mercanti  con cui si parla spesso solo di dimensione del quadro, di  tecniche "adattate" ai   collezionisti, di  adeguare  la rappresentazione a ciò che il  benpensante si aspetta di vedere in un quadro .... che quello che conta è la richiesta del mercato.
E' un rapporto difficile.... 
Preferisco dialogare direttamente con il pubblico

La Transavanguardia : un ritorno all'ordine?
Si dice che l'Avanguardia
ha esaurito la sua missione, ha perso  la sua spinta propulsiva. 
La nuova avanguardia (trans) fa proprie tutte le forme e le espressioni che sono utili a far funzionare un'opera d'arte. La rappresentazione artistica è finalmente deprivata dell'intellettualismo avanguardistico.
L'artista diventa un "incursore" : colori, tecniche tradizionali, rivisitazioni, personali e libere da qualsiasi elemento concettuale, di quanto già fatto. Si spazia in tutte le direzioni: passato e presente.
La pittura postmoderna riscopre se stessa .... o è solo un'operazione "guidata" dalla critica e ... mercantile?

Preferisco stare alla finestra: seguo osservo ma mi dedico ad altro.
Quali spazi di confronto e ricerca?
All'inaugurazione di una rassegna di pittura seguo la prolusione di un critico d'arte : "... sono disorientato -dice lo studioso- spesso, negli incontri   con altri critici,  mi si chiede a quale scuderia appartengo e chi sono i miei cavalli".
Cavalli? : I PITTORI !!!
Penso  ad una considerazione di M. Gemin:
"Al di là dei giudizi che ciascuno di noi è in grado di proferire sul suo tempo presente, resta il fatto che l'arte, coscientemente o incoscientemente, è pur sempre uno dei più penetranti atti di testimonianza di una civiltà data ( e ciò vale per ogni tempo ed ogni luogo). E così ... prima di porsi la fatidica domanda del benpensante attonito di fronte a un'opera particolarmente ermetica: ' ma sarà arte questa?', converrà sempre guardarsi attorno e porsene un'altra certamente più vitale e ragionevole anche ai fini della conoscenza artistica: 'ma sarà un mondo questo?' "

Riprendo a dipingere ...